La voce di Federsanità

Responsabilità professionale e sostenibilità del sistema

Il DDl Gelli, nel porre per la prima volta in questo Paese l’obbligatorietà delle strutture di rischio clinico (per la parte già approvata con legge finanziaria 2016, commi 538 e 539), nonchè l’istituzione, a livello regionale, dei Centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente - che raccoglie i dati regionali sugli errori sanitari e sul contenzioso e li trasmette all’Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella Sanita’- ha prodotto un vero salto culturale. Il sistema di gestione del rischio e’ il vero “core” del problema e sulle misure di monitoraggio e di verifica da parte regionale  si giochera’ la tenuta dello stesso. Se cosi’ e’, la filosofia dell’entita’ dei risarcimenti, attraverso l’approvazione di tabelle predefinite, deve avere un approccio “sociale”, che assicuri la certezza del risarcimento per chi subisce l’errore, ma al contempo non impoverisca un SSN sicuramente piu’ povero degli altri sistemi sanitari europei. Credo che un modello a cui guardare sia quello dell’Inail, che e’ un sistema blindato sotto il profilo dei controlli sulla sicurezza dei lavoratori, come pure dell’entita’ dei risarcimenti, definiti da tabelle specifiche,  ma che, al contempo, prevede il pagamento, da parte del datore di lavoro, di premi ridotti, per quelle societa’, o Enti, che abbiano eseguito interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia, spingendo con ciò il sistema della sicurezza sul lavoro verso la necessita’ di un miglioramento continuo. Al di la’ degli spazi di miglioramento dei quali il ddl Gelli potra’ giovarsi, dando atto della celerita’ e serieta’ del Parlamento sul tema, occorre stabilire un patto sociale tra cittadini e mondo sanitario proprio riguardo al sistema risarcitorio: risarcimenti sostenibili dal sistema, con conseguente sostenibilita’ dei premi assicurativi, a fronte di un rigore assoluto, monitorato, controllato, verificato, a livello regionale e nazionale,  in sede di gestione del rischio. E dove la gestione del rischio non si limiti agli eventi sentinella, ma entri nei processi clinici, nei percorsi diagnostici terapeutici, nel programma esiti, nell’accesso tempestivo alle cure, seppure in relazione alle risorse disponibili, nell’appropriatezza delle cure, nella comunicazione con il paziente umana e non solo formale.   Tiziana Fritteli Vice Presidente Federsanità ANCI

 

Comunicati e notizie

31/05/2016

Longo commissario straordinario ASL Salerno

Nuova nomina per la sanità campana: Longo commissario straordinario ASL Salerno

30/05/2016

Conclusa Assemblea Oms. Nutrizione, epatite, accesso ai farmaci le priorità

Concluso il 69esimo consesso internazionale dell’Organizzazione mondiale per la sanità. Molti i temi affrontati e gll impegni intrapresi su: relazioni con gli attori non statali (Ong, privato, etc..), sviluppo sostenibile, regolamento sanitario internazionale, incidenti stradali, nutrizione. Ma non solo: Hiv, epatite C, ricerca e sviluppo ed accesso ai farmaci e ai servizi sanitari integrati modellati sulla persona.

30/05/2016

Lorenzin: aumento Fondo Prevenzione per tutte le Regioni

Spesso ci sono delle informazioni difformi a livello territoriale e non tutte le regioni fanno piani di azione allo stesso modo. Ma rispetto a qualche anno fa molte cose sono migliorate. Cosi' in una intervista il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

30/05/2016

Istituto Superiore di Sanità: ultimi dati sulla mortalità materna

L’Istituto Superiore di Sanità comunica gli ultimi dati sulla mortalità materna, affermando che il nostro Paese sta nella media europea e siamo tra i primi con un sistema di sorveglianza attiva

27/05/2016

Trapianti: Piemonte tra le Regioni più virtuose con donazioni in aumento

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PENSARE LA SANITÀ

Il nuovo ruolo dei direttori generali? Del Favero: “Puntare su e-health, formazione e governo locale”

All’interno del Forum Pa 2016 si è svolto il convegno di Federsanità ANCI dedicato al futuro del management sanitario. Oggi la gestione di un'azienda sanitaria deve fare i conti con la capacità che deve essere sempre maggiore di portare i servizi anche laddove è difficile arrivare.

Premio Federsanità ANCI - Sham

Al via un Concorso per riconoscere il merito di quelle strutture sanitarie pubbliche che hanno avviato azioni di prevenzione dei rischi

 

APPROFONDIMENTI

Tumori: presentato l'VIII Rapporto Favo

I malati oncologici italiani sono 3 milioni e crescono di oltre 90.000 unità ogni anno. Si calcola che già oggi l'assistenza complessiva a un malato di cancro costa attorno ai 40 mila euro l'anno che, con i farmaci di ultimissima generazione, potrebbe raggiungere i 100 mila euro. Costi insostenibili per il Ssn che richiedono scelte e decisioni strategiche non più rinviabili

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