Biosimilari. Come creare cultura su un approccio corretto ai farmaci. Il position paper di Federsanità

Pubblicato il:26-02-2016

Un’opportunità di risparmio per il nostro Ssn, un livello di accessibilità maggiore per i pazienti che hanno bisogno di terapie innovative e un’occasione di sviluppo in termini di ricerca e in termini di produzione. Sono questi gli atout del farmaco biosimilare, un medicinale biologico simile ma non identico al farmaco biologico di riferimento dal quale è stato originato. Un farmaco sviluppato per essere sovrapponibile al suo originatore in termini di qualità, efficacia e sicurezza, e sottoposto quindi a severe procedure di vigilanza per la sua immissione in commercio. Una nuova opzione terapeutica sulla quale c’è però ancora una scarsa informazione che determina resistenze culturali da parte dei medici prescrittori, nel suo utilizzo e nei pazienti nella sua accettazione.

Per fare luce sui temi della conoscenza del farmaco biosimilare da parte dei pazienti (e familiari), del corpo medico e degli altri attori del sistema sanitario, Federsanità ANCI ha stilato un position paper indirizzato principalmente al decisore pubblico, ai prescrittori e ai soggetti erogatori ossia farmacisti, provveditori. Obiettivi del documento: individuare alcune aree di “criticità” principalmente su un piano culturale e organizzativo per l’accesso ai farmaci biosimilari e proporre alcuni possibili correttivi per migliorare e valorizzare l’impatto dei biosimilari sul mercato, sui pazienti e sulle finanze pubbliche.