Al via task force anticorruzione nelle Asl, Lorenzin e Cantone firmano protocollo

Pubblicato il:22-04-2016
Partiranno a settembre i primi controlli delle «Task force anticorruzione» in ambito sanitario. Lo hanno annunciato oggi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, dopo la firma del protocollo che istituisce le task force mirate ai controlli nelle Asl sulla corretta applicazione del Piano Nazionale Anticorruzione - sezione sanità, recentemente approvato.

Lorenzin: serve uniformità a livello di controllo e prevenzione
Si dà così «attuazione - ha detto Lorenzin - alla parte relativa ai controlli, perché il rischio è che le norme non abbiano applicazione nei territori. La task force, composta da Carabinieri dei Nas e ispettori del Ministero e dell'Anac, ha proprio l'obiettivo di verificare che i protocolli anticorruzione siano applicati». Questa, ha precisato, «non vuole essere una fase repressiva ma di prevenzione. Dobbiamo cambiare l'approccio culturale perché a volte non c'è neppure consapevolezza che non si stiano rispettando le regole o che ci siano comportamenti lesivi». Dagli appalti alle liste di attesa - ha sottolineato il ministro - «speriamo di arrivare a dare una uniformità al livello di controllo e prevenzione».


Cantone: con controlli anticorruzione Asl da parole a fatti
Con i controlli delle task force anticorruzione nella aziende sanitarie «si passa ora dalle parole ai fatti», ha detto il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone. I controlli, ha spiegato, «non saranno casuali ma si seguirà una logica, puntando ad esempio alle realtà caratterizzate da un maggior numero di appalti e criticità. Ci baseremo su banche dati e considereremo ad esempio, elementi come il grande numero di proroghe e procedure negoziate. Le ispezioni saranno però “intelligenti” e non casuali». «La sanità - ha sottolineato Cantone - è particolarmente sensibile, ma all'interno del settore ci sono le condizioni per cambiare». I piani anticorruzione «rischiavano però di rimanere solo carta; il fatto è che se si fanno delle regole, bisogna poi essere in grado di controllare». Ad ogni modo, ha assicurato, «non ci saranno operazioni terroristiche, perché l'obiettivo è valutare, in una logica di collaborazione, il perché della mancata applicazione delle norme. Bisogna cioè vedere - ha detto - se l'attuazione dei piani anticorruzione è solo formale o sostanziale, e questo si fa andando nelle Asl e controllando, avvalendosi - ha concluso - di ispettori che hanno competenze specifiche».


Il protocollo firmato
Il protocollo tra Ministero e Anac prevede dunque attività di collaborazione per la «verifica, controllo e valutazione anche sul campo, avvalendosi dell'Agenzia Nazionale per Servizi Sanitari Regionali (Agenas)», dell'attuazione dei piani di prevenzione della corruzione. Presso l'Anac, «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica», sarà istituito un registro del personale ispettivo con i requisiti richiesti. Nasce anche il gruppo del Nucleo Operativo di Coordinamento (Nuoc) che sarà composto da tre rappresentanti del ministero della Salute, di Anac e Agenas, e svolgerà funzioni di supporto per le attività ispettive. Il protocollo avrà la durata di 36 mesi ma un primo bilancio dei risultati ottenuti, ha sottolineato Cantone, si avrà entro la fine dell'anno.