Il Friuli Venezia Giulia approva la riforma della sanità Aziende da 5 a 3 più quella Zero

Pubblicato il:06-12-2018
Il Consiglio regionale del Friuli
Venezia Giulia ha approvato a maggioranza il disegno di legge di
riforma del sistema sanitario. ""All'inizio ero convinto servisse
la separazione tra ospedale e territorio - ha detto il presidente
Massimiliano fedriga - e, nel corso della capillare fase di
ascolto, tutti i portatori di interesse ce lo avevano confermato,
precisando però che il sistema sarebbe stato troppo stressato in
caso di ulteriori stravolgimenti. Ecco perché abbiamo scelto di
non elaborare la riforma perfetta ma quella più in grado di
garantire risposte immediate ai cittadini"".
Quello svoltosi in Aula è stato, secondo Fedriga, un dibattito
utile e costruttivo. Dal governatore un grazie all'assessore
Riccardo Riccardi, ai consiglieri, anche alle Opposizioni, alle
quali ha spiegato che ""è una riforma aperta al dialogo ed alcuni
emendamenti non sono stati accolti perché si riferivano alla
pianificazione, aspetto che andremo a costruire con la
collaborazione di tutti"".
""Il futuro non è scontato - ha evidenziato Fedriga - in quanto i
costi sono tutt'altro che indifferenti rispetto a ciò che il
diritto alla salute richiede. Dovremo perciò investire bene e
consapevolmente, evitando gli ingenti aumenti di spesa che hanno
caratterizzato il passato"".
Con la riforma le aziende ospedaliere territoriali si riducono
da cinque a tre: Pordenone, Udine e Venezia Giulia (Trieste e
Gorizia). Nasce l'Azienda zero0 che si occuperà, come nel caso
del Veneto, di tutta la sanità e avrà sede a Udine. ""Ora possiamo
pensare subito al compito più importante che ci attende, quello
della programmazione sanitaria sulla quale lavoreremo a inizio
2019"" ha dichiarato Riccardi.
Di tutt'altro avviso il capogruppo del Pd Bolzonello che lamenta:
""Sulla sanità poteva esserci un'apertura di credito,  sugli
emendamenti presentati dal Pd c'è stato invece solo un
atteggiamento di chiusura, ci aspettavamo qualcosa di più che non
c'è stato.


Fote: regioni.it