Paese che vai, assistenza che trovi

Pubblicato il:10-08-2017
State partendo per l’estero? Per garantirsi un’adeguata assistenza sanitaria in caso di necessità è bene conoscere che tipo di rapporto è in vigore con lo Stato di destinazione: non c’è infatti, per i cittadini iscritti al Servizio sanitario nazionale, un diritto “incondizionato” alla copertura sanitaria fuori dall’Italia, ma è possibile avere assistenza.

Occorre inoltre documentarsi con precisione sulla situazione sanitaria che si può trovare nel Paese di destinazione e, soprattutto, sapere se siano necessarie profilassi o vaccinazioni contro malattie diffuse.

Infine, è bene ricordarsi di portare con se una scorta sufficiente dei farmaci usati abitualmente, poiché può essere difficile o perfino impossibile reperirli all’estero (farmaci per il cuore, per la pressione arteriosa e il diabete, anticoncezionali, liquidi per le lenti a contatto).

Per i soggiorni in ambito UE, Spazio Economico Europeo (Islanda, Norvegia, Liechtenstein) o Svizzera, occorre essere in possesso della TEAM (Tessera europea di assicurazione malattia), che costituisce il retro della tessera sanitaria magnetica inviata dall’Agenzia delle Entrate a tutti i cittadini aventi diritto all'assistenza sanitaria. Chi non l’avesse ricevuta può richiederla agli sportelli dell'Azienda USL. Poiché occorrono 20-30 giorni per averla, chi ha necessità di partire in tempi brevi potrà richiedere un certificato sostitutivo provvisorio.

Nella località estera in cui ci si trova, esibendo la Team, è possibile rivolgersi direttamente alle strutture sanitarie e ai prestatori di cure ottenendo le stesse condizioni dei cittadini residenti. Nel caso sia previsto il pagamento del ticket (ad esempio per ricoveri ospedalieri) il paziente dovrà farsene carico e non potrà pretenderne il rimborso al momento del rientro in Italia.

In caso di mancanza o smarrimento della TEAM è probabile che l'istituzione sanitaria richieda il pagamento delle spese e pertanto, una volta rientrati in Italia, si potrà chiedere il rimborso presso il distretto sanitario di residenza, allegando le fatture in originale e i certificati medici dai quali risulta la necessità delle prestazioni sanitarie ricevute all’estero.

In alcuni Stati (es: Francia e Svizzera) il pagamento della prestazione può essere richiesto anche se in possesso della TEAM. In tal caso, è possibile rivolgersi direttamente alla competente istituzione Francese (CPAM) o Svizzera (LAMal) per richiedere il rimborso.
Con alcuni Paesi extraeuropei sono invece in vigore accordi di sicurezza sociale in cui la copertura si limita alle cure urgenti, dietro presentazione di un attestato di copertura sanitaria. Per ottenerlo occorre consegnare agli sportelli dell’Azienda USL un'autocertificazione dei requisiti richiesti negli accordi.

Se si è sprovvisti dell'attestato e si sono pagate direttamente le prestazioni sanitarie ricevute, non si potrà chiedere il rimborso. In altri stati (Bosnia, Serbia, Montenegro, Brasile e Argentina) le Convenzioni bilaterali possono non essere applicate anche in presenza dell'attestato di copertura sanitaria, a discrezione dell'Istituzione sanitaria del paese: si consiglia pertanto di stipulare prima della partenza una polizza privata di assicurazione sanitaria.

Nei Paesi extra UE o non convenzionati con l'Italia, i cittadini sono tenuti a pagare in proprio le spese mediche (spesso notevolmente elevate) per far fronte a qualsiasi problema di salute, senza alcuna possibilità di rimborso al rientro dalle vacanze o dal viaggio di lavoro, fatta salva la detraibilità prevista dalla legge in sede di dichiarazione dei redditi. A chi si reca in questi stati per turismo, affari o visite è pertanto assolutamente consigliato munirsi di adeguata copertura sanitaria mediante la stipula di una polizza assicurativa privata.