Cronicità. Federsanità: “Riformare e innovare il Ssn promuovendo cultura della prevenzione e misurando il territorio”

Pubblicato il:04-05-2017
La sfida alla cronicità è una “sfida di sistema”, che deve andare oltre i limiti delle diverse istituzioni, superare i confini tra servizi sanitari e sociali, promuovere l’integrazione tra differenti professionalità, attribuire una effettiva ed efficace “centralità” alla persona e al suo percorso di cura e di vita.
 
Da qui Federsanità ANCI, riunita in Esecutivo a Roma lo scorso 19 aprile, vuole partire per promuovere interventi che rafforzino il nostro Servizio Sanitario Nazionale a quarant’anni dalla sua istituzione, con l’obiettivo di mantenere i punti di forza che lo hanno reso uno dei migliori al mondo, ovvero qualitativamente ed economicamente sostenibile. L’incontro, che si è svolto nel Piccolo Auditorium Aldo Moro in via di Campomarzio 24, ha visto confrontarsi i direttori generali delle Aziende sanitarie e i rappresentanti degli Enti Locali con i Direttori degli Assessorati regionali alla sanità.
 
“Il progressivo invecchiamento della popolazione vede aumentare la domanda di servizi sanitari da parte di una popolazione più anziana colpita da polipatologie – ha dichiarato Angelo Lino Del Favero Presidente di Federsanità ANCI - che richiedono sistemi organizzativi più adeguati e una presa in carico totale che integri l’aspetto sanitario con quello sociale. Ai fini della salvaguardia della salute e della sostenibilità del sistema, non si può non sottolineare il valore imprescindibile della prevenzione, verso cui è indirizzato il Piano Nazionale Cronicità. Alla luce di questi cambiamenti come attori principali del sistema dobbiamo puntare tutto sul superamento delle criticità e il consolidamento dei risultati già conseguiti”.
 
All’incontro sono intervenuti Renato Botti, direttore generale dell'assessorato alla sanità della Regione Piemonte, Vincenzo Panella, direttore generale assessorato salute e politiche sociali della Regione Lazio e Mara Azzi, Direttore Generale dell’ATS Bergamo in rappresentanza di Giovanni Daverio, direttore generale della sanità in Regione Lombardia. Tutti sono convenuti su alcune grandi linee guida programmatiche, ovvero: ridefinizione organizzativa dei sistemi territoriali per conoscere e misurare il territorio, omogeneizzazione dei processi innovativi per costruire una nuova sanità basata su un modello assistenziale integrato e controllo della spesa al fine di ottenere, a breve termine, la riduzione della stessa e, allo stesso tempo, favorire investimenti per rendere più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza, assicurando maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini.
 
“Serve una riflessione politica aperta. – ha affermato Lucio Alessio D’Ubaldo Segretario Generale di Federsanità ANCI - Il riequilibrio e l’integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale costituisce oggi uno degli obiettivi prioritari di politica sanitaria verso cui i sistemi sanitari moderni devono indirizzarsi per dare risposte concrete ai nuovi bisogni di salute espressi dai pazienti. C’è bisogno di una nuova cultura del sistema dei servizi che parta dalla riorganizzazione territoriale e punti al coinvolgimento di tutte le componenti istituzionali e sociali. Tutte le scelte di politica sanitaria, le strategie assistenziali, la tipologia dell’organizzazione, l’assetto operativo delle strutture e la conseguente offerta dei servizi devono puntare ad un sistema di cure centrato sulla persona”.
 
Molti gli interventi programmati per il dibattito: Claudio Clini, direttore NIS - Network per l'Innovazione in Sanità, Anna Paola Santaroni, Direttore generale Ospedale San Giovanni Battista ACISMOM di Roma, Antonio Giordano, Direttore Generale della Asl di Salerno, Vincenzo Brandi, Vice Sindaco di Bari.